Con
il Romanticismo l'esigenza di uno stato nazionale distinto da quelli
tedeschi, ungheresi o slavi si rafforzava tra i rumeni, analogamente a
quanto avveniva nel resto dell'Europa. In Valacchia si ebbe una prima
ribellione guidata da Tudor Vladimirescu nel 1821. Sebbene la
rivolta fu repressa dai Russi e dai Tuechi, ottenne il risultato di porre
fine al regine Fanariota, con il ritorno di principi nativi sia in
Moldavia che in Valacchia. Il trattato do pace firmato ad Adrianopli del
14 settembre 1829, che poneva fine al conflitto Russo-Turco del 1828-1829,
da un lato diminuì l'influenza dell'Impero Ottomano sui Principati
Romeni, ma dall'altro aumentò l'influenza del protettorato della Russia.
I moti rivoluzionari del 1848 in Europa
raggiunsero anche la Romania con Mihail Kogalniceanu in Moldavia, Nicolae
Balcescu in Valacchia e Simion Bărnuţiu in
Transilvania. In Moldavia i moti furono immediatamente repressi, ma in
Valacchia questi durarono da giugno a Settembre del 1848. In Transilvania,
invece, la rivolta durò fino al 1849 con gli austriaci costretti a
fronteggiare la resistenza di Avram Iancu sui Monti Apuseni. La
Guerra di Crimea (1853-1856) ed il suo seguito portò la situazione dei
Principati Romeni all'attenzione delle potenze europee e nel Trattato di
Parigi (1856) il protettorato russo fu sostituito dalla loro autonomia
sotto la garanzia degli stati europei, con la Francia, Russia, Prussia e
Regno di Sardegna che avevano un atteggiamento favorevole all'indipendenza
dei due principati, l'Austria decisamente contraria e Gran Bretagna ed
Ottomani diffidenti nei loro confronti.
In
questo clima politico e sfruttando il fatto che il trattato di Parigi
indicava l'esistenza di due principati, ma non escludeva che fossero
governati dalla stessa persona, il 17 gennaio 1859 in Moldavia ed il 5
febbraio in Valacchia i rumeni votarono congiuntamente a favore di Alexandru
Ioan Cuza, come principe dell'Unione dei Principati di Valacchia e
Moldavia, diventata Unione dei
Principati Romeni nel 1861. In questo modo, la Romania veniva
creata attraverso l'unione popolare, anche se rimaneva esclusa la
Transilvania, dove il nazionalismo ungherese contrastava l'affermarsi
della maggioranza romena specie dopo la creazione dello stato ungherese
nel 1867. Nel 1862 Bucarest diventa la capitale della nuova nazione, con
Cuza che diventa ufficialmente Principe di Romania. Cuza,
coadiuvato dal suo consigliere Mihail Kogalniceanu, iniziò un programma
di riforme per il governo e la società romena, ma il 23 febbraio 1866 fu
costretto ad abdicare da una coalizione di liberali e conservatori.
Tra le conseguenze dell'Unione dei Principati Romeni vi fu l'unione nel 1872 della Chiesa Ortodossa Metropolita di Ungrovlahia e quella Metropolita di Moldavia nella Chiesa Ortodossa Rumena, che si separò dalla giurisdizione del Patriarcato di Costantinopoli dichiarandosi autocefala, ottenendo il riconoscimento da Constantinopoli nel 1885. Organizzata inizialmente in Metropolie, nel 1925 la Chiesa divenne un Patriarcato a seguito della creazione della Grande Romania.
Nel
1866 a Cuza successe Karl di Hohenzollern-Sigmaringen, principe
tedesco scelto per assicurare l'appoggio prussiano all'indipendenza del
paese, che prese il nome di Carol I. Nel 1866
venne emanata una nuova costituzione (in vigore fino al 1923) che
proclamava il Regno di Romania come monarchia costituzionale con a
capo Carol I. Sfruttando il conflitto tra Russia e Turchi, nell'aprile del
1877 a Bucarest fu firmata una convenzione grazie alla quale le truppe
russe potevano attraversare la Romania a patto di rispettarne l'integrità
e l'indipendenza. Il 9 maggio 1877 la Romania proclama la propria
indipendenza dall'Impero Ottomano, confermata nel Congresso di Berlino nel
1878 dalle 7 potenze europee che avevano già firmato il Trattato di
Parigi; la Romania acquisisce la Dobrugia, ma è costretta a cedere il sud
della Bessarabia alla Russia. Con la nuova costituzione del 15 marzo 1881,
Carol I viene nominato ufficialmente primo Re di Romania. Dopo
essersi dichiarata neutrale nella Prima Guerra dei Balcani (8 ottoble 1912
- 30 maggio 1913), la Romania si unì a Grecia, Montenegro, Serbia e
Turchia contro la Bulgaria durante la Seconda Guerra dei Balcani (16
giugno - 18 luglio 1913). Con il trattato di pace firmato a Bucarest nel
1913, venne annesso alla Romania anche il sud della Dobrugia.
Carlo
I regna fino al 1914 ed il 10 ottobre gli succede il nipote Ferdinando
I. Per salvaguardare la propria autonomia nei confronti del potere
degli imperi Austro-ungarico, Russo e Ottomano, oltre che dai vicini Stati
Slavi, il nuovo regno cercò alleanze occidente, principalmente con la
Francia, e nel 1916 la Romania si unì alla Triplice Intesa di Francia,
Inghilterra e Russia nella Prima Guerra Mondiale, ma conobbe l'invasione
dei tedeschi dal 1916 al 1918. Grazie alla fine degli imperi russo e
austro-ungarico avvenuta alla fine della guerra, anche la Transilvania,
con Bucovina e Bessarabia, poterono unirsi al Regno di Romania,
dando origine il 1 dicembre 1918 ad Alba Iulia alla Grande
Romania. A ricordo di questo evento, il 1 dicembre viene festeggiato
in Romania come festa nazionale.
Tra
le due guerre i governi Rumeni, pur continuando a mantenere lo stato di
monarchia liberale e costituzionale, conobbero l'influenza crescente del
movimento nazionalista Guardia di Ferro (in rumeno Garda de Fier),
creato nel 1927 da Corneliu Zelea Codreanu su ideologie anticapitaliste,
antibolsceviche e antiebraiche. Lo scontro con il governo, anche a seguito
dei disordini provocati dal movimento, fu aspro e Codreanu fu arrestato e
assassinato ed il movimento sciolto, analogamente a quanto avvenuto nel
1924 con il Partito Comunista Romeno, fondato nel 1921. Nel dicembre 1925,
a causa di problemi legati alla sua vita privata, il figlio maggiore di
Ferdinando I, Caro II, rinunciò al suo diritto di successione in favore
di suo figlio Michael I che, però, era nato solo il 25 ottobre
1921 e quando fu chiamato a succedere al nono Ferdinando I nel luglio del
1927, il governo venne tenuto da dei reggenti.
La
crisi economica che si ebbe nel 1929-1933 causò un forte malcontento nei
confronti della reggenza e nel 1930 Carol II venne invitato a
riprendere il trono al posto di suo figlio Michele. Nel 1938 il re Carol
II sciolse il parlamento e istituì una sua dittatura personale, che durò
fino al 1940.
A seguito della firma nel 1939 del patto Molotov-Ribbentrop tra Unione Sovietica e Germania, la Bessarabia tornò sotto l'influenza sovietica e, nel giugno 1940, l'Unione Sovietica tolse anche la Bucovina alla Romania. Dall'unione dei due terzi della Bessarabia con alcuni territori dell'URSS nacque la Moldavia, mentre il resto della Bessarabia andò a far parte della Repubblica Socialista Sovietica dell'Ucraina.
Nel settembre del 1940 il potere fu preso dal generale Ion Antonescu, che restaurò formalmente sul trono Michele I, ma che a soli 18 anni non fu altro che una controfigura del regime di Antonescu. Mentre nell'agosto del 1940 il nord della Transilvania tornò sotto il controllo dell'Ungheria grazie all'intervento di Germania e Italia, nel giugno 1941 la Romania entrò nella Seconda Guerra Mondiale a fianco dell'Asse tra Germania, Italia e Giappone, per cercare di recuperare Bessarabia e Bucovina dall'Unione Sovietica.
Il colpo di stato dell'agosto 1944 da parte del re Michael, con il supporto dell'esercito e dell'opposizione, depose il dittature Antonescu e promosse il passaggio della Romania agli Alleati sotto la guida del nuovo primo ministro Constantin Sănătescu al quale successe Nicolae Rădescu. Nel 1945, le pressioni politiche forzarono Michele a nominare il governo filosovietico di Petru Groza. Nel dicembre 1947 i Comunisti abrogarono la monarchia e Michele fu costretto ad abdicare e lasciare il paese.